Jenus sbarca a Lampedusa ed è Exodus

Ebbene sì, per dare vita alla sua nuova graphic novel, Exodus, il dissacrante Don del fumetto italiano ha dovuto toccare con mano la dolorosa realtà che si cela nel campo profughi di Lampedusa. Attraverso un viaggio rocambolesco si è recato in loco, armato di telecamera e di microfono, e ha intervistato la viva e varia umanità che popola l’isola siciliana: volontari, profughi e la gente del posto.

Ne viene fuori un quadro che fa a cazzotti con quello rappresentato ormai quasi ogni giorno dai mezzi di comunicazione: questo cortocircuito diventa il cuore di Exodus, svelando i numerosi “dietro le quinte” spesso ignoti all’opinione pubblica e che difficilmente vengono raccontati. C’è sì la satira irriverente che è il marchio di fabbrica di Jenus, ma in filigrana non si può non avvertire quello stato di tensione che investe la vita quotidiana di Lampedusa. Per il Don questa è la sfida più ardua: riuscire a strappare più di un sorriso riferendosi a una situazione che poco o nulla ha di comico.
Vivere sulla propria pelle la guerra e fuggire da essa può tirar fuori ogni inflessione dell’animo umano, da quella più nobile a quella più bassa e bestiale. Tutti questi aspetti emergono dal racconto di Don Alemanno, con il preciso obiettivo di dare un quadro completo della percezione che si ha, da spettatori esterni, di fronte a quello che è diventato, a tutti gli effetti, l’Esodo Biblico dei nostri giorni.
Da questa analisi condita d’ironia messa in campo dal Don emergono con forza le polemiche che riguardano la gestione europea di questa emergenza umanitaria. L’impalpabile Unione Europea viene dipinta come una istituzione ottusa e a tratti autoritaria. Se da un lato i volontari mettono a disposizione la loro buona volontà nel prodigarsi e alleviare il triste destino dei migranti, dall’altra la burocrazia europea si afferma come una fortezza il cui scopo non è la risoluzione umana e umanitaria delle problematiche connesse ai flussi migratori, ma arginare brutalmente questi flussi perché incapace di gestirli.

D’altra parte, la miccia innescata da Don Alemanno è uno specchio fedele di una reale condizione messa in evidenza dalla fondazione Migrantes che ha definito “assolutamente debole e per certi versi vergognoso” il piano in dieci punti dell’Unione Europea sull’emergenza immigrazione. “Ancora una volta si pensa a contrastare i trafficanti e non a tutelare le persone attraverso i canali umanitari, con un piano sociale europeo nei paesi di arrivo dei profughi e migranti e con la cooperazione locale” ha dichiarato il monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione ad Askanews. L’ironia di Exodus, fotografando questa ambiguità, cristallizza un riso amaro in bocca, un sapore agrodolce che, lo speriamo, getterà una luce diversa sui tanti luoghi comuni che circondano la questione.

La trama: Jenus rimandato sulla Terra per la seconda volta batte la testa e perde la memoria: ha tutti i poteri di Gesù, ma non ricorda di esserlo. Ripescato da una nave carica di profughi, viene convinto dal resto dei passeggeri di essere anch’egli un profugo. Per lavorare all’opera, Don Alemanno ha visitato l’isola di Lampedusa, ha intervistato i ragazzi ospiti del Centro, gli abitanti, le forze dell’ordine che lavorano ogni giorno a stretto contatto con il dramma dei rifugiati.

JENUS presenta EXODUS
Autore: Don Alemanno
Formato: 17×24 cm; 160 pp.; B&N; Bross. con bandelle
Prezzo: 14,00 euro

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